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For Forest: una foresta di alberi allo stadio

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For Forest: la foresta allo stadio

Una fornitura di alberi per un progetto tra installazione artistica e architettura del paesaggio

Cosa ci una fa foresta di oltre 300 alberi dentro uno stadio di calcio?

Lo stadio di Wörthersee a Klagenfurt in Austria è stato costruito in occasione dei campionati europei di calcio del 2008, ed utilizzato soltanto in quell’occasione e per sole 3 partite. In un territorio privo di tradizione calcistica forte e senza nemmeno una squadra in serie A, il destino della struttura è apparso da subito segnato: inutilizzo certo.

E questo è ciò che è accaduto finché l’amministrazione publica non ha acconsentito all’allestimento di una installazione artistica a dir poco visionaria, un progetto unico di Klaus Littmann, nato da una suggestione di oltre 30 anni fa.

Tutto ha avuto inizio con il disegno  “l’infinito fascino della natura” dell'artista austriaco Max Peintner che lo stesso Littmann ebbe l’occasione di vedere negli anni settanta e al quale il suo pensiero è sempre rimasto legato.


"L‘infinito fascino della natura" di Max Peintner - photo credit forforest.net

Nel disegno, realizzato con un superbo uso della china, è rappresentata una città stretta tra agglomerati di cemento, dove la natura è assente e dove per incontrarla le persone devono recarsi in spazi appostiti, chiusi e definiti come zoo. la natura in mostra insomma, lontano dal suo essere originario a causa dell’ intervento umano.

È da questa idea che prende avvio il progetto artistico di Littmann: il teatro della natura, una distesa di alberi magnifici, una vera e propria foresta che può essere ammirata ma non vissuta.

Per portare questa idea alla realizzazione ci sono voluti 30 anni, ed in questo incredibile percorso alla fine è stato trovato nello stadio di Klagenfurt il luogo ideale per la messa in opera.

L‘infinito fascino della natura è il nome della temporanea: il progetto è un'installazione d’arte che punta a sensibilizzare il pubblico verso i temi dell’inquinamento e dell’ecologia, sulla scia di altre mostre e installazioni curate dall’artista.

Il prato dello stadio, con la collaborazione di esperti paesaggisti dello studio Enea Landscape Architecture, è stato riempito con oltre 300 alberi di ben 18 diverse specie, con altezze variabili tra gli 8 e i 15 metri.

Un’opera di tale portata non è stata facile da allestire: gli alberi son stati acquistati in Italia, e molti nel nostro vivaio, trapiantati in un terreno vicino alla stadio e solo in prossimità di apertura della mostra piantati in un terrapieno al centro dello stadio. Si è scelto di non piantare gli alberi direttamente sul prato per preservarne il manto.

Le essenze e la collocazione sono state scelte dall’architetto paesaggista Enzo Enea che ha considerato il ciclo vitale delle piante in modo che l’ingiallimento e la caduta delle foglie creassero ogni giorno uno spettacolo diverso.

Faggi, ciliegi, aceri, tigli, betulle, ontani, pioppi, carpini, querce e conifere hanno trovato posto in un palcoscenico unico e irripetibile, visitato giorno e notte da un grande pubblico. Tra le specie principali:

  • Acer pseudoplatanus
  • tilia tomentosa
  • fagus sylvatica
  • salix alba
  • carpinus betuls quercus robur
  • betulla pendula
  • pinus sylvestris
  • acer platanoides
  • acer campestre
  • fraxinus exclesior
  • abies alba

La nostra azienda ha messo a disposizione per l'installazione una grande quantità di questi alberi che al termine della mostra verranno trapiantati in un terreno nelle vicinanze dello stadio e delle stesse dimensioni; qui potranno mettere radici e dar vita ad un bosco al cui fianco troverà posto un padiglione in legno, centro di formazione per studenti e visitatori. Un modo per far si che il messaggio della mostra, la necessità di tutelare la natura in relazione ai cambiamenti climatici, non resti fine a se stesso ma venga diffuso.

 

 

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